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L'obbiettivo ampiamente condiviso del Progetto OrvietoCittàfutura è quello di lavorare per il benessere Bio-Psico-Sociale nell'interazione tra l'individuo e l'ambiente. Per perseguire questa finalità si ritiene indispensabile introdurre nel dibattito e nell'iniziativa a livello locale temi, proposte e progetti che sappiano dare una speranza di futuro alle persone oggi in grande difficoltà. Il dibattito nell'Orvietano è dominato da argomenti che evocano problemi e difficoltà: dalla disoccupazione alla discarica, dalla chiusura dei negozi nel centro storico all'immigrazione, dal dissesto idrogeologico alle dipendenze ( gioco, alcol. droghe). La maggior parte delle forze politiche e delle organizzazione o è silente o li evoca strumentalmente per utilizzarli politicamente. In questo quadro l'unica certezza sono i sindaci che, al di la della loro appartenenza, sono chiamati ogni giorno a dare risposte e ad affrontare i problemi e le organizzazioni del terzo settore e del volontariato. E proprio dai Sindaci sono venute le uniche risposte in contro tendenza con il Progetto Aree Interne ( 16 milioni di Euro), il Piano contro La Povertà ( 1 milione di euro), il Piano per la Connettività e un primo abbozzo di trasporto per autoveicoli elettrici Sono state avviate importanti esperienze per le funzioni associati in settori vitali come il Sociale, la Protezione Civile e il Catasto e altre esperienze piu limitate su Polizia Urbana e Urbanistica. Dal mondo del volontariato e del terzo settore sono venute proposte importanti ma soprattutto iniziative e pratiche quotidiane sul Sociale, lo Sport e il Tempo Libero , la Cultura. Poichè il quadro è chiaro, delineato sapientemente dal Bollettino Economico curato dal Centro Studi di Orvieto che conferma ampiamente le premesse messe a base del Progetto dell'Area Interna, ora si tratta di passare ai fatti. Per farlo non servono solo le delibere ma mobilitare le energie migliori a cominciare dai giovani, dai nostri artigiani, dalle scuole, dalle professioni. Rompere la cappa parassitaria di chi aspetta sulla soglia l'arrivo di chi sa che cosa, di chi vorrebbe una città silente solo dedicata alla tranquillità dei redditi medi alti, di chi ha scambiato la banca locale come una proprietà privata e non un bene comune, le piazze pubbliche come parcheggi privati, il paternalismo e il clientelismo come pratica per la selezione del personale. Le istituzioni locali possono avere un ruolo. Ma devono decidere se investire sui risultati raggiunti fino ad oggi. Il Progetto Aree Interne deve diventare economia reale, motore di nuove imprese sostegno ai settori trainanti dell'agricoltura, del turismo e delle nuove tecnologie Per farlo la prima barriera da abbattere è quella burocratica, le resistenze degli apparati, soprattutto quelli apicali che si oppongono strenuamente a qualsiasi evoluzione del modello organizzativo. I 19 Comuni dell'Area Interna ( non Considerando città della Pieve) hanno poco piu' di 200 dipendenti e una quindicina di ragionieri che faticano tutti a fare le stesse cose. Una gestione unitaria permetterebbe di fare le stesse cose in tempi molto piu rapidi e con molte meno risorse. La strada da battere è quella dell'Unione dei Comuni dell'Orvietano che permetterebbe di mantenere l'autonomia politica delle Singole Comunità ma realizzerebbe una burocrazia unitaria dando ai cittadini e a chi vuole intraprendere una qualsiasi attività regole , procedure e tempi certi e omogenei su tutto il territorio.

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6/30/2016 1:55:17 PM
redazione_umbria2020 in ABBIAMO SBAGLIATO L’ANALISI SU BREXIT E GIOVANI: ANCHE LORO SONO RESPONSABILI - di ALESSANDRO MARIO AMOROSO
!!!
6/27/2016 8:15:39 AM
Silver Silvan in ABBIAMO SBAGLIATO L’ANALISI SU BREXIT E GIOVANI: ANCHE LORO SONO RESPONSABILI - di ALESSANDRO MARIO AMOROSO
Complimenti, analisi interessante e controcorrente.
12/7/2015 11:40:14 AM
Valentino in Più analisi con meno sangue e meno costi, grazie a X10 Pathology - di Valentino Filippetti
Sarebbe un'ottima cosa se funziona. A che punto i test?
12/19/2012 8:53:28 AM
roby in Fisac Cgil: a quando la Cassa di Risparmio dell'Umbria?
Le Casse di Risparmio erano rimaste le uniche banche territoriali che si occupavano dell' economia ...
1/25/2012 11:01:35 PM
Concy31 in I Giovani Democratici del circolo di Gubbio condannano aspramente l’ abolizione del registro delle coppie di fatto
Sto aiutando l'UILDM di Catania (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), di cui io faccio ...

UMBRIA : Fiumi e torrenti, se ne salva solo la metà

10 aprile 2018

dal Corriere dell'Umbria 

Il dato del piano di tutela delle acque che monitora i 137 corpi idrici. Ma cala del 32% l' immissione di azoto

APERUGIA Dei 137 corpi idrici presenti sul territorio regionale, circa la metà risultano avere uno stato ecologico "buono". Gli altri hanno uno stato "scarso" o "insufficiente".
E' quanto emerge dall' aggiornamento 2016/2021 del "Piano di tutela delle acque" illustrato in seconda commissione regionale dall' assessore all' Ambiente, Fernanda Cecchini, che ha sottolineato come il quadro complessivo sia migliorato, con la riduzione delle immissioni di azoto. In particolare un calo del 32% per cento della quantità immessa nei corsi d' acqua. Permangono le difficoltà ambientali di Caina e Genna, legate al regime torrentizio e alla densità abitativa dei territori attraversati. Il "miglioramento qualitativo e quantitativo su tutto il territorio regionale" in alcuni casi è figlio della normativa in altri per la dismissione dell' allevamento intensivo, soprattutto dei suini.
"C' è stata- ha detto la Cecchini- una rivisitazione delle aree sensibili e vulnerabili che ha portato a definire interventi nuovi e meno pesanti, concordati con le associazioni agricole, dei produttori e con le associazioni ambientaliste". Risultati positivi anche grazie ai "grandi investimenti effettuati per fogne e depuratori". Il comparto privato e le industrie si sono adeguati ai nuovi parametri europei, permettendo di raggiungere parte degli obiettivi del vecchio Piano. "La consistente riduzione delle emissioni di azoto è molto importante anche se ha avuto delle conseguenze economiche. Critici i 5 stelle. "Al di là di qualche miglioramento sulle concentrazioni di azoto - ha detto Liberati - i corpi idrici dell' Umbria restano pesantemente ammorbati, dal bacino del Teverone-TimiaMarroggia al torrente Genna a Perugia, sino a quello del Nera a valle degli scarichi Thyssen Krupp a Terni: pesca e attingi menti dovrebbero essere interdetti". Per Chiacchieroni del Pd "servirebbe un intervento strutturale molto consistente, su cui coinvolgere anche i Comuni, per risolvere la questione. Il fiume Corno in alcune parti dell' anno non ha acqua. Il Sordo invece ha un nuovo affluente, il Torbidone, che prima non c' era, e che porta acqua limpida e pulita da un lago sotterraneo sotto il Vettore in seguito al terremoto". Ricci invece considera "positivo lo sforzo per l' istituzione delle banche dati dinamiche, fondamentale per la gestione delle priorità che emergono"



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Habermas: il populismo cresce perché la sinistra non lotta più contro le diseguaglianze

da www.globalist.it La riflessione del filosofo tedesco: occorre dare una forma socialmente accettabile alla globalizzazione economica Parole che andrebbero ascoltate e sulle quali meditare: "Come è stato possibile giungere a una situazione nella quale il populismo di destra sottrae alla sinistra i suoi stessi temi?". Un interrogativo posto dal filosofo tedesco Jurgen Habermas, in un'intervista a MicroMega: "Solo una marginalizzazione tematica potrebbe togliere l'acqua al mulino del populismo di destra". "Ci si deve chiedere perché i partiti di sinistra non vogliano porsi alla guida di una lotta decisa contro la disuguaglianza sociale, che faccia leva su forme di coordinamento internazionale capaci di addomesticare i mercati non regolati", ha affermato Habermas, secondo il quale "l'unica alternativa ragionevole" allo status quo del "capitalismo finanziario selvaggio" e al nazionalismo "è una cooperazione sovranazionale capace di dare una forma politica socialmente accettabile alla globalizzazione economica. L'Unione europea una volta mirava a questo, l'Unione politica europea potrebbe ancora esserlo". "I partiti che riservano attenzione al populismo di destra, piuttosto che disprezzarlo, non possono aspettarsi poi che sia la società civile a mettere al bando slogan e violenze di destra", afferma. Nella sua analisi, si sofferma su quello che definisce "l'egomane Trump", che "con la sua disastrosa campagna elettorale" ha portato alle estreme conseguenze "una polarizzazione che i repubblicani, a tavolino e in modo sempre più sfacciato, hanno alimentato fin dagli anni Novanta; lo ha fatto però in una forma tale da far sì che questo stesso movimento alla fine sfuggisse totalmente di mano al Grand Old Party, che è pur sempre il partito di Abraham Lincoln. Questa mobilitazione del risentimento ha espresso anche le tensioni sociali che attraversano una superpotenza politicamente ed economicamente in declino".

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